“Ho inseguito gli alberi nei boschi,
dove nascono,
ma ho trovato la risposta in una spiaggia,
dove vanno a morire”

Più che una lampada preferisco definirla una scultura luminosa, un’opera plastica in grado di accendersi e rivelare il suo cuore etereo. Tanto naturale, grezza, vissuta, irregolare in superficie quanto pura, geometrica, regolare, candida e immacolata dentro. Fuori assorbe la luce, dal centro la emana, delicatamente.
Questa opera nasce dall’intuizione di svuotare e rendere leggero un corpo pieno, denso e pesante come un ceppo di legno per riempirlo della materia più eterea in natura, la luce. Il pieno lascia spazio al vuoto. Tagliare e frammentare per poi ricomporre mantenendo la forma. Così nasce LOG, il ceppo.
Prelevato da una spiaggia e “preso in prestito” temporaneamente dalla Natura, già da lei in parte scolpito e arrivato lì chissà da dove viaggiando lungo uno dei tanti torrenti e poi fiumi che dalle Alpi scendono al mare. Trasformato dalle mie mani, unito a carta di gelso e colla di riso diventa scultura completa, lampada, una presenza che accompagnerà spazi di vita altrui.
Alla fine di questo viaggio, perchè tutto ha una fine prima di trasformarsi in qualcos’altro, può ritornare completamente alla Natura, in quanto totalmente biodegradabile (parti elettriche a parte ovviamente che possono essere riutilizzate), dove il ciclo ricomincia.

 

 

 

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